Prima di iniziare a disporre i cavalletti bisogna prendere in considerazione un aspetto che troppo spesso viene trascurato: la condizione del terreno. Un terreno troppo profondo fa aumentare lo sforzo soprattutto dei tendini e dei legamenti. Mentre, un terreno troppo duro non permette l’ammortizzazione delle articolazioni e vi è il rischio di lesioni o di urti se il cavallo inciampa. Un manto erboso, in condizioni di umidità, può diventare scivoloso. La condizione ottimale sarebbe quella di poter lavorare su un fondo sabbioso non troppo profondo e senza buche.
L’esercizio più semplice adatto ai principianti (siano essi cavalieri o cavalli) consiste nel posizionare i cavalletti in fila e in linea retta sulla pista del lato lungo del maneggio. Con tale disposizione i cavalli che devono ancora familiarizzare con questi strumenti hanno meno probabilità di scartarli. Se fosse necessario si possono aggiungere dei ripari sull’unico lato libero. Se l’allenamento è rivolto al cavaliere, questo schema gli consente concentrarsi maggiormente sul suo assetto.
Il livello successivo prevede una disposizione un po’ più difficile. Posizioniamo i cavalletti, sempre in fila, in linea retta e sul lato lungo del maneggio ma sulla pista interna. Con questo schema il cavaliere non è costretto a passare sui cavalletti a ogni giro di maneggio. Tuttavia deve aver acquisito la capacità di indirizzare correttamente il cavallo verso il centro delle barriere. All’inizio può essere utile posizionare dei ripari su entrambi i lati per evitare le deviazioni.
Una variante consiste nel disporre i cavalletti al centro del maneggio, in linea dritta e anche in diagonale avendo cura di posizionare i pali perpendicolarmente alla linea diagonale immaginaria.
Questo schema rende il lavoro più interessante perché offre la possibilità di cambiare mano ma è più difficile da eseguire mantenendo il cavallo dritto perciò richiede maggiore attenzione.
È bene iniziare sempre con un solo cavalletto, per poi aggiungere gli altri gradualmente. È meglio non aggiungere mai più di quattro cavalletti, soprattutto quando si lavora con cavalli giovani. Sequenze troppo lunghe potrebbero affaricarli e scoraggiarli. Il lavoro con cavalli più maturi ed esperti, invece, può iniziare direttamente con quattro barriere.
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