Come racconta, egli stesso, in “Imprint Training del puledro appena nato” per ragioni ostetriche, ha toccato, maneggiato, i puledri sin dalla nascita. Ciò gli ha permesso di notare che essi erano più docili di quelli che avevano avuto un minore contatto umano. Da qui l’idea che questa docilità fosse causata da un fenomeno detto imprinting, cioè il processo di apprendimento che si verifica subito dopo la nascita e che permette di stabilire un modello di comportamento. Per questo motivo ha iniziato a manipolare, toccare, tutti i suoi puledri e i suoi muli massimizzando il processo al momento della nascita e includendo ad esso le procedure di desensibilizzazione e di sensibilizzazione. Ha denominato l’intera procedura “Imprint Training”.
I suoi studi hanno dimostrato che il puledro appena nato percepisce meglio le sensazioni e gli stimoli ed è in grado, in un periodo di tempo incredibilmente breve, di classificarli e memorizzarli rapidamente e durevolmente imparando una quantità illimitata di informazioni. Il puledro imparerà così ad ignorare tutto ciò che potrebbe spaventarlo ma che rientra nella routine quotidiana della scuderia. Tali stimoli, spesso suscitano una reazione di fuga nel giovane cavallo, e rappresentano motivo di frequenti lesioni sia per i puledri che per le persone che lavorano con loro.
“Imprint Training del puledro appena nato” è stato curato da una giovane salentina, laureata in filosofia e appassionata di cavalli, Serena Cappello. Lei ha pubblicato anche un altro libro di Robert M. Miller, “I misteri del cavallo” uscito nel 2009. Perché Miller? Non ci sono abbastanza volumi sull’addestramento equino in Italia? :«I testi di Miller rappresentano una novità. Per la prima volta, nel nostro Paese, vengono spiegate e suggerite soluzioni pratiche, non formule magiche, per affrontare i problemi più comuni in cui ci si imbatte quando si ha a che fare con i cavalli». E Miller cosa propone? «Miller propone un approccio reale verso il mondo equino al quale si rivolge con un corretto e rispettoso sguardo alla scoperta della vera natura psichica del cavallo.
Un approccio non dettato da un affetto antropomorfizzante e arricchito da osservazioni etologiche rapportate in un mondo dove l’utilizzo del cavallo è tutt’altro che naturale. Un lavoro avvalorato da esperienze di vita vissuta con questo e altri animali, esperienze a volte dure e difficili che possono essere comprese solo da coloro che vivono un rapporto vero e quotidiano con il proprio animale, sia esso cane, gatto o cavallo».
Francesco Cappello
Da “Il Quotidiano Italiano” del 16 gennaio 2011
http://www.ilquotidianoitaliano.it/scienze-e-tecnologie/2011/01/news/imprint-training-del-puledro-appena-nato-nuovo-libro-di-miller-59996.html
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