Scopri cos’è l’impulso nell’equitazione, come svilupparlo e perché è essenziale per armonia, equilibrio e controllo del cavallo.
Nell’equitazione, l’impulso è il cuore pulsante del movimento, una forza sottile ma essenziale che crea armonia tra cavallo e cavaliere. Étienne Beudant lo descrive come «il vento che soffia nelle vele della nave», un’immagine evocativa che ne cattura l’essenza: energia pronta all’uso, ma sempre sotto controllo. Non si tratta solo di movimento in avanti, ma di una combinazione di prontezza, equilibrio ed elasticità, qualità fondamentali per un cavallo reattivo e collaborativo.
L’impulso come motore dell’equitazione
Beudant lo paragona anche al vapore di una caldaia: «Il cavaliere tiene nella mano la valvola della caldaia e lascia fuoriuscire più o meno vapore che deve erogarsi in maniera costante». Questo significa che l’energia del cavallo deve essere ben regolata, né eccessiva né carente. Un impulso eccessivo può rendere il cavallo difficile da controllare, mentre un impulso insufficiente lo rende pigro e poco reattivo. Il segreto sta nel trovare il giusto equilibrio, adattando l’energia alla disciplina praticata.
Nel lavoro in piano, un buon impulso consente di eseguire figure con precisione e fluidità, senza resistenze o rigidità. Nelle transizioni, assicura cambi di andatura armoniosi e reattivi. Nel salto ostacoli, è essenziale per affrontare gli ostacoli con sicurezza, garantendo una parabola efficace e un atterraggio stabile. Anche durante una semplice passeggiata all’aperto, un cavallo con buon impulso mantiene un’andatura sciolta e piacevole, senza diventare eccessivamente vivace o difficile da gestire.
Come sviluppare un buon impulso
L’impulso non si impone, si coltiva. Un cavallo deve essere reattivo senza essere nervoso, energico ma non teso. Per ottenere questa qualità, è fondamentale lavorare sulla risposta agli aiuti, utilizzando segnali chiari e precisi. Una pressione netta della gamba deve essere seguita da una ricompensa immediata quando il cavallo risponde correttamente, per incoraggiare una reazione pronta e leggera. Esercizi come transizioni frequenti e trotto attivo aiutano a mantenere il cavallo attento e vivace.
Il contatto con la bocca è altrettanto importante: le redini devono guidare senza bloccare. Un contatto morbido e elastico permette al cavallo di avanzare con fiducia, senza sentirsi costretto. Nell’alta scuola, l’energia viene raccolta con precisione per movimenti eleganti e controllati, mentre in un contesto più rilassato, come una passeggiata, l’impulso deve garantire fluidità senza risultare eccessivo.
L’impulso come fondamento dell’armonia tra cavallo e cavaliere
Un cavallo con buon impulso è più facile da montare e più sereno, perché il suo movimento è naturale e ben incanalato. Come dice Beudant, «l’impulso è prontezza ed energia, ma è sempre sotto il controllo della mano del cavaliere». Quando questa energia viene gestita con sensibilità, il cavallo lavora con piacere e in perfetta sintonia con il suo cavaliere.
L’impulso è molto più che una semplice spinta in avanti: è l’essenza stessa dell’equitazione, una combinazione di forza, equilibrio e controllo che trasforma la tecnica in un’arte. Coltivarlo con pazienza e consapevolezza significa creare un’intesa profonda con il proprio cavallo, migliorando ogni aspetto della monta.
Se vuoi migliorare la tua connessione con il cavallo, inizia dal lavoro sull’impulso. Come ricorda Beudant, è «il vento che soffia nelle vele della nave» —e un cavaliere che sa governare questo vento trasforma ogni uscita in sella in un’esperienza indimenticabile.
Libri di cavalli: Étienne Beudant, Esterno e Alta Scuola, Zoraide editore, pp. 37-38
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Esterno e Alta Scuola
Étienne Beudant
Esterno e alta scuola è la prima e unica edizione italiana della pubblicazione del grande cavaliere francese. Si tratta di un’edizione evento in quanto riunisce in un unico volume l’edizione del 1923, la versione inedita del 1948 e dei testi inediti sul generale Faverot de Kerbrech.
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