L’equitazione francese, nota per la sua eleganza e raffinatezza, ha radici storiche profonde che trovano espressione nella tecnica e nell’assetto dei cavalieri. Il Capitano Étienne Beudant, con le sue riflessioni, ci offre una panoramica preziosa su questa tradizione, mettendo in luce l’importanza della corretta postura e assetto in sella, sia nelle corse che nei concorsi ippici.
Tradizionalmente, l’equitazione francese si distingueva per un assetto in sella impeccabile, una esecuzione razionale, fine ed elegante. I cavalieri, seduti flessibili e in “appiombo”, e i cavalli, gestiti con precisione e regolarità in ogni movimento, erano l’immagine distintiva di questa disciplina. La Scuola di Versailles e l’equitazione di Saumur hanno consacrato questi principi, mantenendo viva la dottrina equestre francese, considerata essenziale non solo nell’equitazione da maneggio ma anche per il cavaliere militare, il quale deve poter contare sulla sua abilità e sul controllo del cavallo anche in situazioni critiche.
Con l’evolversi del tempo, nuove tecniche hanno fatto il loro ingresso nell’arena equestre. L’assetto da corsa, nota come stile all’americana, e il trotto leggero (trotto all’inglese) sono stati introdotti come risposta alle difficoltà di molti cavalieri di gestire le reazioni intense dei cavalli sugli ostacoli. Queste innovazioni, pur essendo pratiche e adattate alle esigenze moderne, hanno suscitato le critiche di Beudant, il quale lamentava una perdita della raffinatezza e dell’eleganza tipiche dell’equitazione classica, sostituite da una forma di equitazione più acrobatica e meno legata alla tradizione.
Il capitano Beudant, pur riconoscendo la funzionalità delle nuove tecniche, sottolineava come spesso, nei concorsi ippici, si trascurasse il vero talento equestre. La “tenuta grottesca” moderna, a suo parere, si allontanava troppo dalla vera essenza dell’equitazione, trasformando l’arte del cavalcare in una mera esibizione di abilità acrobatiche. Per Beudant, la vera equitazione si basa sull’armonia tra cavaliere e cavallo, un equilibrio che non può essere compromesso senza compromettere l’essenza stessa di questa nobile arte.
Le riflessioni di Beudant ci portano a considerare l’equitazione non solo come uno sport o una competizione, ma come un’arte che richiede sensibilità, esperienza e un profondo rispetto reciproco tra cavaliere e cavallo. La vera maestria in sella si raggiunge attraverso la comprensione delle leggi dell’equilibrio e l’armonia con il proprio compagno equino, lasciando che sia l’istinto del cavallo a guidare, quando necessario, per conservare una perfetta sinergia di movimenti e intenzioni.
Étienne Beudant, Esterno e Alta Scuola, Zoraide editore, pp. 73-75
Esterno e alta scuola di É. Beudant: (1° nella classifica Bestseller di IBS Libri – Sport – Sport equestri e con gli animali – Equitazione e salto ostacoli) è la prima e unica edizione italiana della pubblicazione del grande cavaliere francese. Si tratta di un’edizione evento in quanto riunisce in un unico volume l’edizione del 1923, la versione inedita del 1948 e dei testi inediti sul generale Faverot de Kerbrech.
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