François Baucher (1796–1873) è stato un innovatore discusso ma determinante nella storia dell’equitazione. Le sue idee, spesso criticate in Europa – in particolare in Germania – hanno trovato una sorprendente accoglienza negli Stati Uniti, dove hanno lasciato un’impronta duratura sulla monta americana. Ma come è arrivato il pensiero baucheriano oltreoceano?
Il principale artefice della diffusione di Baucher in America è stato Jean-Claude Racinet, autore e cavaliere francese trasferitosi negli Stati Uniti. Profondo conoscitore della “seconda maniera” di Baucher – basata su leggerezza, decontrazione e rispetto per il cavallo – Racinet ha spiegato e diffuso questi concetti attraverso libri e articoli, tra cui il celebre Racinet Explains Baucher.
Racinet non si è limitato a divulgare: ha anche investigato le radici storiche dell’influenza baucheriana negli USA. Scoprì ad esempio il caso di Philip Kearny, ufficiale americano formato in Francia negli anni Trenta dell’Ottocento, quando l’influenza di Baucher cominciava appena a emergere. Questo dimostra che le basi dell’equitazione americana affondano nell’esperienza e nelle tecniche europee.
Come osserva anche Matteo Mazzato, non esiste una scuola americana nata da zero: gli Stati Uniti hanno rielaborato insegnamenti importati, sviluppando nel tempo uno stile proprio, ma basato su radici europee.
Un’altra figura chiave è James Fillis, allievo indiretto di Baucher e autore influenzato dal suo pensiero. Pur non essendo un seguace ortodosso, Fillis ha lasciato un segno importante. Le sue tecniche di flessione e uso delle redini, spesso divergenti dalle linee tradizionali, rappresentano un’interpretazione personale ma coerente con la seconda maniera di Baucher.
Fillis ha vissuto e lavorato in Francia, poi in Russia, dove addestrò cavalli alla corte dello zar. Proprio lì, una delegazione americana in visita conobbe i principi baucheriani: un altro esempio dell’espansione internazionale di questa filosofia.
Nel 1851, inoltre, un’edizione inglese del Méthode di Baucher venne pubblicata a Philadelphia, segnando l’ingresso ufficiale del baucherismo nel contesto americano, sia militare che civile.
Nel 1909, la scuola di cavalleria di Fort Riley pubblicò un manuale militare che includeva concetti chiave del metodo Baucher. Tra questi:
Questi principi, mutuati dalla seconda maniera di Baucher, furono adottati perché pratici, funzionali ed efficaci in ambito operativo.
Anche nell’ambiente civile, l’equitazione americana riflette oggi molte tecniche baucheriane, spesso usate inconsapevolmente. L’uso del morso, il lavoro sull’incollatura, le flessioni e le redini di appoggio sono diffusi nella monta western classica, testimoniando una continuità che va oltre i libri.
Inoltre, autori come Edward Anderson hanno incluso elementi del metodo Baucher in testi sull’addestramento del cavallo, contribuendo ulteriormente alla sua diffusione tra gli appassionati americani.
L’eredità di François Baucher nell’equitazione americana è profonda, anche se poco visibile. Non si tratta solo di teorie: è un patrimonio tecnico e culturale che ha plasmato stili, metodi e approcci, dalla cavalleria militare ai cowboy moderni.
Conoscere questa storia aiuta a capire meglio l’equitazione di oggi e il continuo dialogo tra tradizioni diverse. Baucher, in un certo senso, cavalca ancora sulle praterie degli Stati Uniti.
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