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Puledro appena nato: cosa fare

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Puledro appena nato: cosa fare. Il proprietario deve essere un buon osservatore e riconoscere segnali e comportamenti tipici.

Una volta che il puledro è venuto alla luce, è importante che il cordone ombelicale si rompa spontaneamente. Di solito, questo avviene quando la cavalla si alza in piedi, quindi è essenziale evitare di affrettare questo processo. Nel caso in cui il cordone non si rompa da solo dopo un certo periodo, è possibile torcerlo delicatamente e spezzarlo manualmente, ma non bisogna mai tagliarlo, poiché ciò potrebbe causare un’emorragia. È possibile trattare il moncone ombelicale con soluzioni antisettiche come la betadine e monitorarlo attentamente nei primi giorni per verificare la presenza di infezioni, ernie o altri problemi.

Il puledro impara rapidamente a individuare la fonte di latte, il che è fondamentale per la sua sopravvivenza. È importante monitorare attentamente il processo di allattamento per assicurarsi che avvenga correttamente. La lingua del puledro dovrebbe aderire al capezzolo e il puledro dovrebbe succhiare e deglutire attivamente. Alcuni puledri potrebbero avere difficoltà ad attaccarsi al capezzolo o potrebbero presentare problemi di deglutizione (disfagia), che possono manifestarsi con la fuoriuscita di latte dalle narici. Dopo che il puledro ha finito di allattare, è importante controllare la mammella della cavalla per verificare se è stata completamente svuotata.

I proprietari devono anche prestare attenzione alla presenza del primo meconio; nel caso in cui il puledro non evacui nelle prime ore, potrebbe esserci una situazione critica, e alcuni segni da tenere d’occhio includono nervosismo, cambiamenti nella postura della coda e sforzi per defecare.

È fondamentale valutare i puledri che appaiono letargici e mostrano poca volontà di stare in piedi o di allattare, così come quelli che sembrano disinteressati a esplorare l’ambiente circostante. Alcuni puledri potrebbero desiderare di alzarsi ma incontrano difficoltà dovute a problemi meccanici causati da tendini contratti. In questa situazione, è cruciale chiamare immediatamente il veterinario, poiché un puledro incapace di alzarsi è anche incapace di allattare, il che può portare a gravi complicazioni.

Inoltre, è importante verificare se la mammella della cavalla è stata recentemente svuotata, poiché ciò indica se il puledro ha la possibilità di allattare in modo adeguato.

È necessario consultare un veterinario nei seguenti casi:

  • Se si osservano comportamenti anomali sia nella giumenta che nel puledro.
  • Se il parto è avvenuto senza assistenza.
  • Sempre entro le prime 12-24 ore per una valutazione completa.

Durante la prima visita di controllo, il veterinario condurrà un esame fisico completo, valuterà i livelli di IgG, potrebbe somministrare un’iniezione di vitamina E-selenio e ispezionerà attentamente la cavalla e la placenta per garantire l’assenza di residui del dopo parto.

Le patologie più comuni e potenzialmente pericolose per la vita che possono interessare il puledro neonato includono:

  • Setticemia neonatale
  • Prematurità
  • Frattura delle costole
  • Encefalopatia neonatale (disfunzione neurologica)
  • Ritenzione/occlusione da meconio
  • Isoeritrolisi neonatale (incompatibilità di gruppo sanguigno tra cavalla e puledro)
  • Rottura della vescica
  • Polmonite
  • Diarrea
  • Richiedere cure ospedaliere

È importante essere consapevoli di queste potenziali complicazioni e consultare tempestivamente un veterinario per la diagnosi e il trattamento appropriati, se necessario.

Condizioni come la prematurità o la setticemia neonatale spesso richiedono il ricovero ospedaliero. Durante il ricovero, i puledri vengono solitamente sottoposti a terapia intensiva, che può comprendere:

  • Somministrazione di liquidi e farmaci mediante infusione endovenosa per mantenere la pressione sanguigna stabile.
  • Supporto urinario tramite idratazione, correzione degli elettroliti e l’uso di cateteri urinari.
  • Protezione dello stomaco.
  • Nutrizione orale o parenterale.
  • Reforzamento del sistema immunitario.
  • Fornitura di ossigeno e supporto ventilatorio.
  • Utilizzo di antibiotici.
  • Cura attenta da parte del personale infermieristico.

Un osservatore ben addestrato e competente può riconoscere segnali e comportamenti tipici e intervenire prontamente quando si rileva un problema. Dall’inizio della gravidanza della cavalla, attraverso il parto e le prime settimane di vita del puledro, la prevenzione e l’intervento tempestivo sono essenziali per garantire un parto sicuro e di successo e per offrire al puledro le migliori possibilità di una vita sana e felice.

Trasferimento dell’immunità

Nelle prime sei-dodici settimane di vita, il puledro dipende dagli anticorpi materni per la sua protezione contro le infezioni mentre sviluppa gradualmente il proprio sistema immunitario. Questo trasferimento di anticorpi avviene attraverso il colostro prodotto dalla giumenta, il quale costituisce il primo latte secretato subito dopo la nascita. È essenziale per i proprietari valutare la qualità di questo colostro utilizzando un rifrattometro Brix, che misura la percentuale di immunoglobuline, gli anticorpi, presenti nel colostro. Un contenuto superiore al 30% è considerato eccellente, mentre una percentuale inferiore al 20% è considerata insufficiente. Inoltre, è fondamentale assicurarsi che il puledro sia in grado di attaccarsi al capezzolo e ricevere il colostro immediatamente dopo la nascita.

Per verificare l’efficacia del trasferimento passivo di immunità, il veterinario eseguirà un prelievo di sangue entro le prime 24 ore dalla nascita per valutare il livello di immunoglobuline (IgG) nel puledro. I puledri sono capaci di assorbire IgG solo nelle prime 18-24 ore di vita, quindi è di vitale importanza che ricevano il colostro durante questo periodo critico. Nel caso in cui il puledro presenti livelli bassi di IgG, può essere somministrato del colostro supplementare. Se il puledro supera la finestra di 24 ore, è possibile somministrare immunoglobuline per via endovenosa al fine di garantire una protezione adeguata.

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Per informazioni più dettagliate sulla gestione della cavalla incinta, sulle procedure di imprinting o la procedura Imprint Training, si suggeriscono i seguenti testi:

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Serena Cappello

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